Il profilo economico-finanziario dei gestori idrici italiani: tariffa e nuova finanza per il “salto di qualità” degli investimenti

L’esito dell’analisi dei dati di bilancio 2017 dei principali gestori idrici italiani effettuata da CRIF Ratings, in collaborazione con REF Ricerche, restituisce e conferma il consolidamento di un equilibrio economico-finanziario per il settore idrico in attesa delle prime indicazioni relative all’MTI-3, atteso entro fine anno.

Ciò che emerge dalla fotografia del settore è che a fronte di una sostanziale stabilità del margine operativo lordo (‘EBITDA’) e della relativa marginalità (‘EBITDA margin’) nell’ultimo biennio, si è assistito ad una riduzione della Posizione Finanziaria Netta (‘PFN’) con conseguente diminuzione del livello di leva finanziaria (‘PFN/EBITDA’) per le quattro aree geografiche individuate.

Appare quindi evidente che il trend già evidenziato nel corso della precedente analisi, caratterizzato da un graduale aumento del debito lordo, risulta valido anche per il 2017. Per contro, vi è stata una crescita ancor maggiore delle disponibilità liquide, a riprova del solo parziale impiego delle risorse raccolte. Di conseguenza le società del settore risultano avere un buon margine di flessibilità finanziaria da sfruttare anche (e soprattutto) a sostegno degli investimenti.

   

Per quanto riguarda gli investimenti, il percorso che consentirà al settore di fare quel “salto di qualità” auspicato già da diversi anni risulta essere ancora lungo. Difatti se il secondo periodo regolatorio (MTI-2 relativo al periodo 2016-2019) sta conducendo i gestori verso il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, ci si attende che il terzo periodo regolatorio (MTI-3 relativo al periodo 2020-2023) rappresenti la svolta dal punto di vista degli investimenti.

Partendo da un valore di investimenti pianificati nell’intero settore nel 2017 di circa 2,8 miliardi di euro, CRIF Ratings stima investimenti medi annui pari a circa 4 miliardi di euro nel periodo 2018-2023, anche grazie all’impatto e agli effetti derivanti dall’introduzione della regolazione della qualità tecnica.

A tal proposito, CRIF Ratings propone un’analisi che consente di delineare uno scenario futuro sul livello degli investimenti nel settore considerato sostenibile da un punto di vista economico-finanziario. L’analisi in questione permette di rispondere alla domanda “fino a quale livello si possono spingere gli investimenti nel settore idrico fino al 2023 senza inficiare le metriche creditizie dei gestori?”.

L’analisi presuppone un peso ancora preponderante della tariffa nella copertura degli investimenti, a conferma del fatto che la leva di anticipazione finanziaria degli investimenti (FoNI finanziario), riconosciuta in tariffa, ha incrementato il suo peso e il suo ruolo all’interno delle predisposizioni tariffarie.

CRIF Ratings stima che, alla luce delle dinamiche sopra citate, la gran parte degli investimenti verrà coperta dalla leva tariffaria (65%) e dalle disponibilità liquide (10% del totale della spesa per investimenti pianificati). Il restante fabbisogno sarà coperto dal ricorso alla leva finanziaria (nuovo debito bancario e/o nuove operazioni su mercati di capitali). Questa struttura consentirà il mantenimento di metriche creditizie ritenute accettabili fino al 2021.

Per il biennio 2022-2023, la piena copertura del fabbisogno finanziario legato agli investimenti, una volta esaurite le disponibilità di cassa, dovrà necessariamente essere coperto dalla leva tariffaria, portando una crescita nelle tariffe. Si stima che un livello di equilibrio finanziario solido (PFN/EBITDA < 3 volte) sia salvaguardato solo se le tariffe riusciranno a coprire non meno dei tre quarti degli investimenti pianificati.

Questo livello di investimenti potenzialmente realizzabile fino al 2023 consentirebbe di raggiungere un importo di spesa per investimenti medi pro-capite nell’intorno di 70 euro per abitante all’anno, partendo da un livello attuale (media 2016-2017) di circa 40 euro per abitante all’anno, colmando parte del gap esistente con le principali gestioni europee.

L’analisi completa sullo scenario di consolidamento del settore effettuata dal Laboratorio per i Servizi Pubblici Locali di REF Ricerche (“Piemonte, Marche e Campania: ci sono le condizioni per il consolidamento dell’industria idrica”) è disponibile cliccando su "leggi la ricerca completa".

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