L’imposta di soggiorno supererà i 600 milioni di euro nel 2019

A partire dal 2012 si è assistito all’abbandono della finanza derivata dallo Stato Centrale e al passaggio verso un sistema istituzionale multilivello basato sui principi di autonomia, sussidiarietà e autogoverno responsabile. Questi ultimi elementi hanno assunto un’importanza strategica e gestionale e, ad oggi, le leve tributarie e tariffarie rappresentano la parte più rilevante dei bilanci degli enti locali per la copertura delle spese correnti e l’erogazione dei servizi ai cittadini/turisti.

Nelle more del blocco delle imposte locali fissato per il periodo 2016-2018, il DL 50/2017 ha proposto una deroga, contrariamente rispetto ad altri tributi locali (es. IMU), per l’imposta di soggiorno, consentendo ai comuni l’istituzione ex novo o una rimodulazione delle aliquote già a partire dal 2017. In aggiunta, per la prima volta, il DL 50/2017 ha disciplinato dal punto di vista fiscale l’applicabile dell’imposta ai contratti di home sharing (locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni).

Nel corso del 2018 il gettito totale derivante dall’imposta di soggiorno si è attestato a circa EUR 550m (+25% rispetto al 2017 e +150% se comparato ai dati del 2013).

Il 45% in media delle risorse è riscosso al Centro Italia (con Roma che assorbe circa il 50% degli incassi dell’area di riferimento), seguito dal Nord-Est (27%) e il Nord-Ovest (19%). Solo meno del 10% delle risorse è incassato nel Sud Italia.

L’imposta rappresenta sempre più un’importante fonte di gettito tributario per le casse comunali. In generale il peso percentuale sulle entrate correnti (somma tra entrate tributarie, extra tributarie e trasferimenti correnti) si è incrementato passando dal 2% in media nel periodo 2013-2014 al 2,8% dell’ultimo biennio (2017-2018). Per quanto riguarda le macro aree del paese, nel periodo considerato l’aumento del peso relativo dell’imposta sul totale delle entrate correnti è aumentata di punto percentuale sia nel Nord-Est (3% in media tra il 2013-2014 vs 4% in media nell’ultimo biennio) che nel Centro (2,5% in media tra il 2013-2014 vs 3,5% in media nell’ultimo biennio). Molto inferiori rispetto alla media il Nord-Ovest (2% in media nell’ultimo biennio) e il Sud (1,3% in media nell’ultimo biennio).

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